Alcuni giorni sono più facili di altri.
Oggi sono a casa, in teoria dovrei studiare per l'esame di stato canadese di domani. 7ore e mezza di esame diviso in due parti: al mattino 3 ore e mezza per 196 domande, al pomeriggio 4 ore per 60 casi clinici. Invece sono qui, sdraiata sul divano, a cercare scuse per non pensarci, per non angosciarmi, per non studiare. Una parte di me sa che è inutile ripassare oggi, che quello che non ho imparato in 7 anni di studio non mi entrerà in testa in una giornata. Un'altra parte di me è quella che ripassa sempre fino all'entrata dell'esame, quella che legge gli appunti sull'autobus prima di arrivare, quella che pensa che ogni secondo, ogni parola riletta può fare una differenza. Non si chi ha ragione e, sinceramente, non voglio pensarci.
In compenso sto riflettendo sulla distanza. Su come la maggior parte dei giorni non sia così difficile vivere lontano dagli esseri che ci sono cari. In fin dei conti, anche quando si vive nella stessa città non è che ci si vede tutti i giorni. Quando eri piccolo il tuo quotidiano erano i genitori, i fratelli e sorelle, i compagni di classe, le maestre, gli amici del quartiere, ecc. Quando cresci il tuo quotidiano diventa più solitario. La colazione la fai da solo, cercando di non svegliare il tuo amore che può ancora godersi il letto per qualche ora, il viaggio in autobus fino al lavoro lo fai da solo, ascoltando la tua musica, leggendo il tuo libro, la spesa, le commissioni, spesso anche lo sport diventano attività solitarie. Per questo motivo apprezzi tanto i momenti passati con gli amici, ma impari anche a difenderti, a fare la coda da solo per rinnovare la carta d'identità o andare in banca. Non hai più bisogno di essere costantemente in compagnia. Gli amici li vedi quando si fa un appuntamento, si fissa una data e un'ora e tutti si organizzano per essere presenti. Penso che sia per questo motivo che più cresci meno senti la mancanza quotidiana e costante degli amici che sono a distanza.
Ma tutto cambia quando succede un evento speciale. Quando un amico caro si laurea, si sposa o vede nascere il proprio figlio/a, allora si sente la distanza. In quei momenti ti pesa essere a così tanti chilometri da non potere salire sul primo autobus, treno o macchina per essere presente. Il non poter essere lì per abbracciarli quando lo vorresti tanto. Non essere lì per asciugare la lacrima nel momento in cui sta scivolando sulla guancia, o condividere una risata nel momento adatto. Diventa un po' finto, macchinoso, il dover scrivere quanto sei felice per loro, quanto vorresti abbracciarli o riempirli di baci, quanto vorresti stringere la loro mano e dirgli che andrà tutto bene. In questi momenti la distanza sembra un abisso...
Questo post è dedicato a tutte le lauree, nascite, matrimoni, primi sorrisi, primi passi, primi amori, dolori, traumi, tristezze e gioie che mi sono persa stando lontana. Sappiate che vi penso sempre tanto, soprattutto in questi momenti speciali, e che spesso non trovo le parole per dirvi quanto vi voglio bene. Diventa a volte quasi più facile lasciare passare questi momenti nel silenzio che affrontare questo misto di gioia e amarezza, prendere il computer o cellulare, e comunicare con voi. Ma anche quando ci provo, è impossibile ignorare quanto mi mancate.
Vi voglio bene, e vorrei essere li con voi per ogni momento speciale.
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